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Dislessia ed AIT.

E ’molto difficile emettere un suono che non può essere controllato.
Per questo motivo Sally Brocket dell’Idea Training Center (U.S.A.) sul suo sito, nell’articolo "Understanding the Impact of AIT on Reading" (Capire l’impatto dell’AIT sulla lettura) ha descritto numerosi casi di bambini dislessici, portando la sua testimonianza preziosa, su come e perché sia possibile che per loro il
METODO AIT BÉRARD MIGLIORI LA LETTURA


Ella racconta, a proposito delle sedute di allenamento all’integrazione uditiva AIT del Dott Bérard, che si verificano spesso due casi per i genitori dei bambini:
genitori che si chiedono se il metodo AIT potrebbe aiutare il loro bambino che si trova in preda a difficoltà di lettura (vale a dire che il bambino può leggere ma non capisce ciò che legge o che legge male e molto lentamente) e genitori che sperano che il metodo AIT ridurrà l’eccessiva sensibilità uditiva del loro bambino e ne migliorerà il linguaggio e i risultati scolastici, ma senza prendere in considerazione l’impatto del metodo AIT sulla lettura in particolare.
Loro segnalano con sorpresa un miglioramento della lettura del loro bambino.

Sally esamina alcuni aspetti del processo di lettura per spiegare ai genitori come il metodo AIT aumenta la capacità di ascolto e di lettura.

Spiega, tra l’altro, che la lettura richiede una rapida decodifica e comprensione delle parole scritte. Per questo il bambino deve essere consapevole che le parole pronunciate sono costituite da unità più piccole di suoni chiamate fonemi. E ’ la consapevolezza fonemica.
Le competenze foniche sono valutate determinando la capacità del bambino di collegare i suoni (fonemi) con le lettere. Quindi, lo sviluppo della competenza fonetica dipende dello sviluppo della consapevolezza fonemica.

Sally afferma che per leggere una lingua alfabetica come l’inglese, i bambini hanno bisogno di sapere che l’ortografia scritta rappresenta sistematicamente i suoni pronunciati. Spiega che, se il lettore principiante non può percepire correttamente i suoni delle parole pronunciate sarà difficile decodificare parole sconosciute. Questa scarsa percezione uditiva influenzerà il flusso di lettura che causerà incomprensioni e limiterà l’interesse e il piacere della lettura stessa.
Sally aggiunge che, se il lettore è limitato nella sua capacità di attenzione e di memoria, per lui il decodificare sarà laborioso e inefficiente e, di conseguenza, egli non si ricorderà di ciò che ha appena letto e non potrà dare un senso al contenuto della lettura.
Elenca altri componenti coinvolti per una buona lettura: una buona compensione richiede che il ragazzo colleghi le ide scritte alla propria esperienza e che abbia il vocabolario necessario per capire ciò che legge. Anche una corretta sintassi e una buona competenza grammaticale hanno un impatto positivo sulla lettura.

Finisce dicendo che, tenendo presente il meccanismo della lettura, è facile vedere come il metodo AIT può avere un impatto positivo su questa abilità: la sua lunga esperienza le permette di dire che l’AIT migliora l’ascolto e la capacità di percepire i suoni in maniera più precisa; dunque questo pùo permettere al ragazzo di percepire i suoni pronunciati nelle parole e poi migliora anche le abilità di percezione uditive coinvolte nella lettura.

Sally Brocket conclude il suo articolo, rilevando come molti genitori notano quanto il metodo AIT migliori la comprensione orale dei loro figli. Capiscono meglio la lingua parlata.
Ella afferma che il bambino deve essere in grado di sequenziare i fonemi all’interno delle parole per decodificare parole nuove. Le parole all’interno delle frasi devono essere adeguatamente sequenziate a loro volta per avere senso e le frasi nei paragrafi devono fluire in una sequenza organizzata; e tutto questo dà un senso logico al contenuto. E testimonia che l’AIT, migliorando la capacità del bambino ad organizzare e sequenziare, può contribuire a questa componente specifica del processo di lettura.

"Understanding the Impact of AIT on Reading"
Sally Brocket
who is a *certified International Instructor of Berard AIT
and is *certified for Irlen Syndrome screening.
her qualifications include
*Connecticut Professional Educator certification
*with a Master’s degree in Handicapped Preschool Education,
*Comprehensive Special Education certification,
*and a Bachelor’s degree in Early Childhood Educatio