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* Pubblicazioni AIT

Studi recenti sui risultati dell’ AIT sono stati fati :

in Turchia e in Svezia da Lars Personn (2006 e 2001)
"The Stockholm Project"

in Africa del Sud da Hannelie Kemp (2009)
"Study on Berard AIT with ADD students"

e in USA da Sally Brockett (dal 2001 al 20012) che sta per publiccare il suo ultimo studio pilota
"The impact of Berard AIT on sensory modulation and behavior"

Esiste 28 studi publicati dall’Autism Research Institute, in Oregon, USA, dai Dottori Rimland ed Edelson (dal 1995 al 2001)

- Cambiamento di attività cerebrale dopo un ciclo AIT
Dr. Jeffrey Lewine
Studio presentato alla “Conferenza sull’autismo" a Chicago (USA) nel 2010.

Magnetoencephalografia (MEG) prima e dopo un ciclo AIT di un bambino di 10 anni con sindrome di Asperger con ipersensibilità uditiva (fuochi d’artificio, musica, pioggia, tuoni), caratterizzato da una elevata attività dell’emisfero sinistro rispetto all’emisfero destro
Risultato: i due emisferi comunicano tra di loro e questo ha consentito la normale elaborazione di informazioni come pure la scomparsa dell’ipersensibilità uditiva.

vedere il grafico della visualizzazione cerebrale

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- Effetti del training uditivo AIT su bambini affetti da disturbi dell’attenzione e di iperattività
Professor Wayne J. Kirby
Studio pilota presentato nel Gennaio 2000 ad Anvers (Belgio)

Il Professor Wayne J. Kirby, docente di musica presso l’università della Carolina del Nord, ha presentato il risultato di uno studio pilota condotto in doppio cieco su dieci bambini, dai 6 agli 11 anni, affetti da disturbi dell’attenzione e di iperattività e sottoposti ad un di training uditivo AIT.

Il gruppo sperimentale, di cique bambini, è stato sottoposto a sedute d’ascolto di musica filtrata dall’Audiokinetron messo a punto dall’otorino francese Guy Bérard.
Il gruppo di controllo ha ascoltato la stessa musica non elaborata.

Precedentemente tutti i bamini erano stati sottoposti ad audiogramma quantitativo e qualitativo al test di Capacità Uditiva Continua (Auditory Continuous Performance Test. ACPT). Quest’ultimo test individua eventuali carenze nell’attenzione uditiva, ed anche impulsività e mancanza di attenzione.
Seguendo il protocollo Bérard, la musica somministrata al gruppo sperimentale veniva modificata con filtri in base ai risultati dell’audiogramma di ciascun bambino.

Si è proceduto all’esame audiometrico finale e al test ACPT, ripetuti a distanza di tre mesi.
Mentre il gruppo di controllo mostrava un lieve, ma irrilevante miglioramento soltanto a livello dell’impulsività, il gruppo sperimentale otteneva un miglioramento rilevante dal punto di vista statistico in tutte le aree : attenzione, impulsività ed errori totali.

Questo studio pone le basi per una ricerca più approfondita, atta a valutare gli effetti più a lungo termine del training col metodo AIT che permette di « …migliorare, in modo significativo, il potenziale educativo dei bambini con disturbi dell’atttenzione e di iperattività »

Vedere il grafico in conclusione dell’esperimentazione

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- Problemi di decodificazione uditiva nell’autismo
Dottor Eric Courchesne, Università di San Diego, California, studio riportato nel numero 4, volume7/2000 del bollettino (americano) AIT « The Sound Connection »

Spesso questo tipo di problema si rivela nelle persone affette da autismo che mostrano una incapacità di associare il significato di una parola al suono percepito che la esprime : ad esempio « …qualcuno pronuncia la parola « scarpa », la persona percepisce il suono ma non ne riconosce il significato » Si può scambiare questa incomprensione come una mancanza di collaborazione da parte della persona autistica.

Il Dott. Eric Courchesne (1987), dell’Università di California di San Diego, ha studiato questo tipo di handicap servendosi di strumenti di rilevazione delle onde cerebrali P 300 (P indica la polarità positiva e 300 il tempo in millisecondi di comparsa dell’onda in seguito ad uno stimolo)
Sembra che la P 300 implicata nel processo cognitivo, rappresenti la rievocazione della memoria a lungo termine.

Il Dott. Stephen Edelson e altri (1999) hanno effettuato uno studio su cinque pazienti autistici con alterazioni della attività uditiva della P 300, cioè con problemi di decodificazione.
Un gruppo sperimentale di tre persone è stato sottoposto al trattamento di rieducazione dell’udito mentre le altre due costituivano il gruppo di controllo.
Il test di controllo sul gruppo sperimentale trattato col metodo AIT ha mostrato, dopo tre mesi, un « ...miglioramento rilevante a livello dell’attività della P 300 », al contrario il gruppo di controllo non ha mostrato «…nessun mutamento »

Come dichiarano gli autori di questo articolo, le cause dei problemi di decodificazione uditiva, rilevabili in soggetti autistici, non sono attualmente spiegabili, ma esiste una ricerca necroscopica dei Dott. Bauman e Kemper (1994) che dimostra una mancanza di sviluppo adeguato dell’ippocampo a livello neurologico in tali soggetti.
L’ippocampo è preposto alla decodificazione delle percezioni sensoriali, alla memoria e ai processi di apprendimento.

Si pensa dunque che nel soggetto autistico le informazioni uditive (che vengono normalmente elaborate nell’ippocampo) non siano correttamente trasferite alla memoria a lungo termine, attraverso le aree corticali.

Se l’autismo implica tavolta disturbi della comunicazione, anche i problemi di decodificazione uditiva sono ricollegabili a questa particolarità dell’autismo essendo la decodificazione « …un componente fondamentale della comunicazione ».
Questa incapacità di decodificazione uditiva potrebbe anche indurre una serie di altri aspetti rilevabili, di frequente, nei soggetti autistici quali :
ansia, scarsa attenzione o incomprensione del linguaggio.

« Una migliore comprensione delle informazioni uditive da parte dei bambini autistici » concludono gli autori dell’articolo « consente loro di capire meglio l’ambiente che li circonda sia da un punto di vista sociale che da un punto di vista cognitivo »
« Una miglior comprensione del bambino autistico da parte nostra, ci consentirà di sviluppare metodi di intervento efficaci »